Giorno per giorno – 24 Febbraio 2021

Carissimi,
“Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione” (Lc 11, 29-30). Giona, a dire il vero, quando giunse dai niniviti, non presentò alcun segno a garanzia della veracità della sua parola, che prometteva la distruzione della loro città entro quaranta giorni. E tuttavia, pur senza altro segno che non fosse la nuda parola di un ometto non proprio coraggioso, che si diceva inviato da un Dio, straniero per giunta, essi credettero e si convertirono, rendendo nulla la profezia. Il segno più vero furono dunque i niniviti a darlo, nel credere, senza vedere nulla, al prevalere della misericordia e nel convertirsi ad essa. Anche la nostra, come quella contemporanea di Gesù, è una generazione per molti versi malvagia, a cui non è dato nessun segno di potenza per carpirne la fede. Le è tuttavia, come ad ogni altra, consegnato un annuncio, un lieto annuncio, quello di un Dio che, lungi dal volerci fare un qualche male, intende riversare in noi il suo amore di Padre, rivelatoci una volta per tutte nel suo Figlio Gesù, e convertirci ad esso. A questo punto, è Lui a restare in attesa di un nostro segno.

Oggi il calendario ci porta la memoria di Josef Mayr-Nusser, obiettore di coscienza e martire del totalitarismo nazista.

Josef Mayr era nato nel maso Nusser, alla periferia di Bolzano, il 27 dicembre 1910. Le notizie che disponiamo della sua infanzia e giovinezza non sono molte. La morte del padre, durante la prima guerra mondiale, aveva pesato sull’economia della famiglia, sicché Pepi, come lo chiamavano, aveva dovuto mettersi a lavorare giovanissimo in città. Questo gli offrì l’occasione di avvicinarsi all’associazionismo di matrice cristiana, prima le Conferenze di San Vincenzo, poi l’Azione cattolica, doveavrebbe maturato le convinzioni e le scelte decisive della sua vita. Nel 1943, subito dopo l’armistizio firmato dall’Italia, l’Alto Adige fu occupato dalle forze armate di Hitler e le province di Trento, Bolzano e Belluno furono annesse alla Germania. Josef, che nel frattempo si era sposato con Hildegard e ne aveva avuto un figlio, Albert, fu arruolato a forza tra le SS e inviato a Koenitz, nella Prussia orientale, per l’addestramento. Quando venne il giorno del giuramento, il 4 ottobre 1944, tra lo stupore dei commilitoni, Mayr dichiarò di non poter giurare fedeltà al Führer. Essere cristiani è una cosa seria, terribilmente seria. Che impedisce di mettersi ad adorare gli idoli del mondo. Anche quando tutti lo fanno. Processato, fu rinchiuso nel carcere di Danzica, sotto l’accusa di tradimento e infine fu destinato al campo di sterminio di Dachau. Mayr, già gravemente ammalato, a causa delle privazioni sopportate durante la prigionia, non vi sarebbe mai arrivato. Morì la notte del 24 febbraio 1945, nel vagone-bestiame del treno. Aveva fra le mani il rosario, un messale e il Nuovo Testamento.

I testi che la liturgia odierna propone alla nostra riflessione sono tratti da:
Libro di Giona, cap.3, 1-10; Salmo 51; Vangelo di Luca, cap.11, 29-32.

La preghiera del mercoledì è in comunione con quanti ricercano l’Assoluto della loro vita nella testimonianza per la pace, la fraternità e la giustizia.

Dal 1964, la Chiesa brasiliana realizza durante la Quaresima, la Campagna della Fraternità, con l’obiettivo di stimolare la solidarietà dei fedeli e dell’insieme della società in relazione ad un qualche problema sociale che presenti carattere di gravità e urgenza, ricercando le possibili soluzioni. La Campagna di quest’anno, che è a carattere ecumenico, dato che conta sull’adesione di altre Chiese cristiane (e questo spiega la violenta reazione di alcuni settori reazionari della Chiesa cattolica), ha come tema “Fraternità e dialogo: impegno di amore”. Del sussidio base della Campagna vi proponiamo, nel congedarci, una citazione come nostro

PENSIERO DEL GIORNO
In Cristo, riceviamo questa abbondanza di benedizioni, che ci fa eredi del Mistero rivelato di essere un solo popolo unito nella diversità. Essere integrati e integrate nella costruzione del Regno di Dio punta all’unità, che si realizza nell’offerta della diversità dei doni concessi da Cristo ad ogni persona, in modo che la casa comune sia un ambiente sicuro e felice per tutti gli esseri viventi. Il cammino verso la maturità cristiana rispetta e abbraccia la diversità e raggiunge la pienezza solo attraverso la cooperazione reciproca. Le comunità cristiane sono chiamate ad essere questo spazio, che genera speranza e permette di sognare, esercitare e concretizzare questa Buona Notizia che possiamo essere protagonisti di storie senza discriminazioni, pregiudizi e violenze. Una comunità viva e coerente con il Vangelo si sforza di sperimentare questa nuova realtà rivelata in Cristo, cioè senza rapporti di ingiustizia, di potere oppressivo, disuguaglianza, abuso e orgoglio. Essere coerenti con la Buona Notizia significa non cadere nella tentazione di praticare la falsa pace della società greco-romana. Lo sforzo per non allontanarsi dalla Buona Notizia è quotidiano. Ogni volta che ci allontaniamo da essa, smettiamo di essere “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5,13-16). Perdiamo la capacità di essere lievito nell’impasto. (CONIC/CNBB / Campanha Fraternidade Ecumênica 2021: Texto-Base, 138-139.).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 24 Febbraio 2021ultima modifica: 2021-02-24T22:10:46+01:00da fraternidade
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