Giorno per giorno – 02 Agosto 2019

Carissimi,
“Venuto nella sua patria, Gesù insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua. E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi” (Mt 13, 54. 57-58). Che posto ha, nel nostro immaginario religioso (e in quello dei contemporanei di Gesù), un profeta, un taumaturgo o, più ancora, il messia, e, volendo, il figlio di Dio, nei panni della povertà e del quotidiano in cui siamo immersi? Lo scandalo, l’ostacolo, che impediva agli abitanti di Nazareth di credere a Gesù, era determinato dal capovolgimento rappresentato da lui alle loro attese. In larga misura, questo è valido ancora oggi, anche per noi, che ci diciamo suoi discepoli. Che tipo di Chiesa incarniamo che sia in grado di testimoniarlo credibilmente? Proprio nel discorso rivolto a quanti stava inviando in missione, Gesù aveva affermato in precedenza: “Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore” (Mt 10, 24-25). Ma, curiosamente, il maestro e il signore, più ancora, il Dio nella storia, è colui che serve, come chiarirà altrove: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10, 45). Noi siamo ancora troppo abituati, e interessati, ad alimentare un’immagine di Dio come padrone incontrastato e, perciò, a pensare, desiderare, sognare, anche la Chiesa (la nosta civiltà, la nostra vita) secondo le categorie del potere, della ricchezza, del successo, invece che dell’umile servizio e del dono di sé per la vita degli altri.

Oggi, con la chiesa luterana facciamo memoria del pastore Christoph Friedrich Blumhardt, testimone della fede.

Christoph Friedrich Blumhardt nacque il 1° giugno 1842, a Möttlingen, in Germania, nella famiglia di Doris Köllner e di Johann Christoph Blumhardt, un pastore luterano dalla vita santa e dalla piuttosto controversa fama di esorcista e guaritore. Per assecondare il desiderio paterno, il giovane Blumhardt studiò da pastore, ma fu solo nel febbraio 1880, alla morte del padre, che si decise di assumerne le funzioni nella parrocchia di Bad Boll. Divenuto famoso per le sue prediche e per il ministero della cura che aveva preso ad esercitare, al ritorno da una serie di conferenze in Svizzera, per ultimo, a Berlino, nel 1888, cominciò a domandarsi se fosse proprio questo che la causa di Cristo gli chiedeva e risolse di rinunciare ad entrambe le attività. Denunciando il santo egoismo che si preccupa della propria personale salvezza e dimentica troppo facilmente il mondo, intensificò il suo interesse per gli avvenimenti mondiali, cercando sempre di leggervi la presenza di Dio all’opera. Scrisse: “Le nazioni in fermento, le agitazioni dei poveri, il grido per il diritto alla vita – grido che sale dalla bocca persino dei più miserabili tra gli uomini e che nessuno può illudersi di mettere a tacere – tutti questi sono segni del nostro Signore Gesù Cristo”. Questa idea lo portò ad impegnarsi pubblicamente nelle file della socialdemocrazia, a fianco della classe lavoratrice, al punto di essere eletto, nel 1900, deputato nel parlamento del Wörttemberg. Trascorsi i sei anni della legislatura, piuttosto deluso dalla politica del partito, declinò l’invito a ripresentarsi alle elezioni. Di ritorno da un viaggio in Palestina, cadde ammalato. Questo lo spinse ad una vita più ritirata, ma non segnò il venir meno dell’attenzione, della sensibilità e della solidarietá nei confronti degli ultimi e delle loro lotte. Negli anni bui della Prima Guerra Mondiale, che precedettero la sua morte, rafforzò l’idea che il cristiano deve comunque consegnarsi per intero alla causa del regno, facendo tutto ciò che è in suo potere per accelerarne la venuta, ma sapendo tuttavia mantenersi calmo e paziente se i suoi sforzi non registrano alcun successo. Il Regno infatti viene al passo di Dio e lungo le vie decise da Lui. Questo atteggiamento, lungi dal portare all’inattività, trasformò l’attesa in un azione forte e creativa per l’avvento del regno. Dopo aver sofferto un infarto nel 1917, Blumhardt si spense in pace il 2 agosto 1919.

I testi che la liturgia odierna propone alla nostra riflessione sono tratti da:
Libro del Levitico, cap.23, 1. 4-11. 15-16. 27. 34b-37; Salmo 81; Vangelo di Matteo, cap.13, 54-58.

La preghiera del Venerdì è in comunione con i fedeli dell’Umma islamica, che confessano l’unicità del Dio clemente e misericordioso.

Bene, anche per stasera, è tutto. Noi ci si congeda con una citazione di Christoph Friedrich Blumhardt, tratta dal suo libro “Everyone Belongs to God. Discovering the Hidden Christ” (Plough Publishing House) che troviamo in rete e che è, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
L’amore di Dio abbatte le vecchie divisioni. Non più religione contro religione, cristiani contro non cristiani, ma giustizia contro il peccato, vita contro la morte. Il suo amore abbraccia tutti. Pertanto, ogni persona che incontri dovrebbe essere la tua preoccupazione. Non accontentarti di meno. Il mondo intero deve vedere la gloria di Dio. Desidero vederti libero a condividere i doni che Dio dà ai cinesi. Questa è la nostra speranza, ma dovremo lottare per vederlo adempiuta. Dio protegge gli oppressi. Farà in modo che ricevano la sua benedizione. Oggi il suo spirito muove cuori retti ovunque, senza chiedere a quale tipo di religione si aggrappano. Il nostro compito è diffondere il vangelo di Cristo, non il vangelo dei cristiani. Cristo non vuole la separazione. Questo è difficile da tenere a mente. Non è facile interagire con i peccatori senza cedere alla pressione di compromettersi o distanziarsi. Spero, tuttavia, che noi – voi in Cina e io in Europa – sperimenteremo il potere creativo e totalizzante di Cristo. Questo è il motivo per cui scelgo di stare dalla parte dell’umile classe operaia. Tragicamente, la chiesa l’ha abbandonata all’oscurità. Eppure questa stessa chiesa vive in questa oscurità, e così facendo assorbe gli stessi principi peccaminosi che governano il mondo. I cristiani dovrebbero servire, non governare. I loro atti di violenza li rendono peggiori dei cosiddetti pagani. La cosa principale è essere un apostolo di Gesù Cristo, non un apostolo del mondo cristiano europeo. Abbi pazienza e qualunque cosa tu faccia, evita di formare un partito. Il tuo lavoro deve abbracciare il tutto, così la tua integrità ti conquisterà la fiducia di tutti. (Christoph Friedrich Blumhardt, Everyone Belongs to God. Discovering the Hidden Christ).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 02 Agosto 2019ultima modifica: 2019-08-02T22:10:57+02:00da fraternidade
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