Giorno per giorno – 19 Giugno 2022

Carissimi,
“Allora domandò loro: Ma voi, chi dite che io sia? Pietro rispose: Il Cristo di Dio. Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno” (Lc 9, 20-22). Forse Gesù ordinerebbe anche a molti di noi di tacere di lui, per come spesso capita di pensarlo, proprio come il povero Pietro, che lo definì bene, ma lo identificò come figura del Potere prossimo venturo, cui avrebbe anch’egli preso parte. Assimilare Gesù al Potere, quand’anche divino, è una bestemmia, ci dice il Vangelo di questa domenica. Visto che proprio dal potere politico-economico (gli anziani), religioso (i capi dei sacerdoti) e culturale (gli scribi) egli sarebbe stato messo a morte. E continua ad esserlo. Gesù è servizio agli ultimi, dono di sé fino alla morte, e ci propone questo come verità di Dio e verità dell’uomo, che denuncia e mette a nudo ogni sistema e ogni scelta di vita che sia altro da ciò. Per questo, se vogliamo seguire Gesù, dobbiamo come lui rinnegare noi stessi, sottrarci all’idolatria dell’io, per entrare nella logica della croce (il dono di sé) nelle circostanze concrete di ogni giorno. Sarà questo l’unico modo per salvare la vita dalla menzogna che ci propone il mondo, dove tutto è misurato nei termini dell’affermazione e del successo personale o comunitario contro gli altri.

I testi che la liturgia di questa 12ª Domenica del Tempo Comune propone alla nostra riflessione sono tratti da:
Profezia di Zaccaria, cap.12,10-11;13,1; Salmo 63; Lettera ai Galati, cap.3,26-29; Vangelo di Luca, cap.9, 18-24.

La preghiera della Domenica è in comunione con tutte le comunità e chiese cristiane.

Il nostro calendario ci porta la memoria di Romualdo, fondatore dei Camaldolesi, e di Sebastian Newdigate e compagni, monaci e martiri in Inghilterra.

Nato a Ravenna intorno al 952, Romualdo scelse la vita monastica dopo un tragico avvenimento che aveva colpito la sua famiglia: il padre, Sergio, duca di Ravenna, aveva ucciso un parente nel corso di un duello. Fu dapprima monaco nel monastero benedettino di S. Apollinare in Classe, nella città natale. Ma dovette stancarsene presto, distante come vedeva la vita di quei monaci dal rigore e dalla radicalitá testimoniata dagli antichi padri del deserto. Trascorsi dieci anni nel monastero di San Michele di Cuxa, sui Pirenei, Romualdo tornò in Italia e si trasferì in Toscana, dove, a Campo Maldoli, fondò un monastero in cui i monaci potessero tradurre l’opzione monastica in una vita basata sul lavoro manuale, la preghiera, le veglie e il digiuno, e dove, dopo un periodo di tempo vissuto in comunità, potessero ritirarsi nella solitudine di un eremo. Nacque così, entro la famiglia benedettina, l’ordine Camoldolese, che nel 1113 vedrà riconosciuta la sua autonomia. Romualdo fu un uomo calato nei problemi del suo tempo, preoccupato per l’evangelizzazione della gente e per la riforma del clero. Presentendo la morte, si congedò da ciascuno dei suoi monaci e volle morire da solo, senza che nessuno fosse presente, nel monastero di Val di Castro, il 19 giugno 1027.

Dopo la rottura di Enrico VIII con Roma, era stata imposta ai sudditi l’approvazione del ripudio, da parte del re, della regina Caterina d’Aragona e quindi l’accettazione come sovrana di Anna Bolena. Pur con qualche incertezza i monaci della Certosa di Londra, nel 1534, sottoscrissero il documento, convinti che questo non pregiudicasse la loro fede. Quando però, qualche mese più tardi, un nuovo decreto stabilì che tutti riconoscessero la supremazia del re sulla chiesa d’Inghilterra, il loro priore, John Houghton, riunì la comunità per decidere il da farsi e unanime fu la scelta dei monaci di non aderire a tale ingiunzione. Questo segnò però il destino loro e di altri religiosi che ad essi si erano nel frattempo aggiunti. Arrestati, rinchiusi nella Torre di Londra, e torturati a più riprese, i primi di loro furono impiccati il 4 maggio 1535. Sebastian Newdigate era stato confessore del re e Enrico VIII nutriva per lui sufficiente affetto da spingerlo a visitarlo personalmente in carcere, al fine di convincerlo a sottoscrivere il documento. Fu tutto inutile. Rifiutate le offerte e sottoposto a torture, egli e altri due compagni, Humphrey Middlemore e William Exmew, furono, il 19 giugno 1535, impiccati, sventrati e squartati nella piazza del Tyburn. Altre morti sarebbero seguite nei mesi successivi.

Ed è tutto, per stasera. Noi ci si congeda, offrendovi il lettura una pagina tratta dalla “Vita del beato Romualdo”, scritta da San Pier Damiani. Ed è questo, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
Accadde una volta che, mentre leggeva un libro sulla vita dei Padri, egli s’imbatté in un passo dove è detto che alcuni fratelli, dopo un’intera settimana che digiunavano ciascuno per conto proprio, si ritrovavano insieme il sabato e quel giorno e la domenica interrompevano il rigore del digiuno e si nutrivano più liberamentei. Romualdo assunse subito come suo quel regime di vita e vi rimase fedele per circa quindici anni o più, con immutata austerità. Il doge Pietro, invece, abituato a nutrirsi di numerose prelibatezze, stava quasi per soccombere sotto il peso di un digiuno tanto rigido. Per questo motivo, si gettò umilmente ai piedi del beato Romualdo e, quando gli fu ingiunto di rialzarsi, fu costretto a fare presente con vergogna le sue necessità: “Padre, disse, dal momento che io possiedo una corporatura robusta, questo mezzo pane seccatoi non basta a sostentarmi, a causa dei miei peccati.” Allora Romualdo, mossosi pietosamente a compassione della sua fragilità, fece aggiungere alla solita quantità di pane un quarto in più, e così tese la mano della misericordia al fratello, prossimo a cadere, affinché non venisse meno del tutto, e lo confermò nel proseguire sulla strada che aveva intrapreso di ricerca di santità. (Pier Damiani, Vita del beato Romualdo).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 19 Giugno 2022ultima modifica: 2022-06-19T21:28:28+02:00da fraternidade
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