Giorno per giorno – 03 Marzo 2021

Carissimi,
“Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: Che cosa vuoi? Gli rispose: Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno. Rispose Gesù: Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?” (Mt 20, 20-22). Anche se l’evangelista ci mostra la madre come intermediaria, Gesù sa bene che la richiesta era partita da quei due benedetti figlioli; per questo, nella risposta, si rivolge direttamente a loro: non avete capito niente. Lui aveva appena finito di dire del suo imminente arresto e della sua condanna a morte, ma loro dimostravano una volta di più di pensare ad altro. Del tipo: progettarsi un futuro di successo, come conviene a chi si è scelto l’alleato giusto (niente meno che il Figlio di Dio). Ora, se per loro potremmo trovare qualche attenuante, dato che questa era solo la terza volta che il Maestro si lasciava andare a quella non proprio esaltante previsione e del vangelo non era stato ancora scritto l’epilogo, noi, venti secoli più tardi, dopo che tutti chi più chi meno si sa come finì la vicenda terrena di Gesù e perché doveva finire così, per rivelarci Dio, dovremmo aver mutato il tenore delle nostre richieste. E, invece, ostinatamente, le nostre preghiere sono sempre quelle. Tanto che, lungo il tempo, si è venuta costruendo in varie salse quella teologia della prosperità che fa delle chiese e dei loro fedeli una categoria mondanamente vincente. Mentre Gesù è finito in croce, accettando di bere di quel calice (il dono della vita) che ci chiede di condividere, per testimoniare l’amore incondizionato del Padre. E noi, si pensa il contrario: di avere più vita anche a costo degli altri. Buona notizia anche questo Vangelo, nel senso che tutto era già previsto, anche i nostri fraintendimenti, la nostra superficialità. E Lui che, pazientemente, ci spiega tutto daccapo.

Il calendario ci porta oggi la memoria di Marino di Cesarea, martire in Palestina.

La sua vicenda ci è narrata dallo storico Eusebio. Marino era soldato cristiano a Cesarea, in Palestina, nella seconda metà del 3° secolo, sotto l’imperatore Gallieno. Resosi vacante un posto di centurione, gli fu notificata la promozione ed egli era solo in attesa della cerimonia di investitura. Un collega, tuttavia, che ambiva a quell’incarico, lo denunciò al tribunale, perché, come cristiano, non aveva sacrificato all’imperatore (oggi si direbbe: aveva rifiutato di giurare fedeltà alla patria). Il giudice lo convocò e gli chiese quale fosse la sua religione. Il soldato rispose: “Sono cristiano”. Allora il giudice gli diede tre ore di tempo per riflettere e decidere quale fosse la sua identità: se soldato o cristiano. Dato che non era possibile essere contemporaneamente soldato e cristiano. Uscito dal tribunale, Marino incontrò il vescovo Teotecno e gli chiese: “Che debbo fare?”. Il vescovo lo prese per mano, lo portò in chiesa, poi, mostrandogli la spada che portava al fianco e il Vangelo collocato sull’altare, gli disse: “Tocca a te scegliere”. Marino senza esitazione scelse il Vangelo. “Sii dunque di Dio, gli disse allora Teotecno, sii con Dio e, forte nella grazia, consegui ciò che hai scelto. Va’ in pace!”. (Questa dovrebbe essere la funzione dei cappellani [presso i] militari!). Marino tornò in tribunale e, davanti al giudice, proclamò la sua fede “con coraggio ancora più grande”. Questo bastò perché fosse pronunciata, immediatamente, la condanna alla pena capitale e, subito dopo, eseguita la sentenza.

I testi che la liturgia odierna propone alla nostra riflessione sono tratti da :
Profezia di Geremia, cap.18, 18-20; Salmo 31; Vangelo di Matteo, cap.20, 17-28.

La preghiera del mercoledì è in comunione con quanti ricercano la Verità del mondo e l’Assoluto della loro vita, lungo i sentieri dell’impegno per la pace, la giustizia e la fraternità tra popoli e individui.

È tutto anche per stasera. Noi ci si congeda, lasciandovi alla lettura di un brano di don Primo Mazzolari, tratto dal suo “Tu non uccidere” (Edizioni Paoline), un comandamento a cui Marino di Cesarea ha obbedito fino a lasciarci la vita. È questo, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
La pace è un bene universale, indivisibile: dono e guadagno degli uomini di buona volontà. La pace non s’impone (“non ve la do come la dà il mondo”); la pace si offre (“lascio a voi la pace”). Essa è il primo frutto di quel comandamento sempre “nuovo”, che la germina e la custodisce: “Vi do un nuovo comandamento: amatevi l’un l’altro”. Nella verità del nuovo comandamento, commisurato sull’esempio di Cristo (“come io ho amato voi”), “tu non uccidere” non sopporta restrizioni o accomodamenti giuridici di nessun genere. Cadono quindi le distinzioni tra guerre giuste e ingiuste, difensive e preventive, reazionarie e rivoluzionarie. Ogni guerra è fratricidio, oltraggio a Dio e all’uomo. O si condannano tutte le guerre, anche quelle difensive e rivoluzionarie, o si accettano tutte. Basta un’eccezione, per lasciar passare tutti i crimini. Per noi queste verità sono fondamento e presidio della pace; la quale non viene custodita né dalle baionette né dall’atomica, ma dal fatto che tutti gli uomini, compaginati in Cristo, formano con lui una sola cosa e hanno diritto di ricevere “una vita sempre più abbondante” da coloro che, per natura e per grazia, sono i suoi fratelli. Ognuno è libero di accettare o rifiutare la visione cristiana della pace, che sorregge, anche se non riconosciuta, ogni sentimento verace e ogni sforzo sincero di pace. Chi però l’accetta (e non c’è altra strada che ve¬ramente conduca), davanti a qualsiasi torto del prossimo non può appellarsi alla soluzione giuridica, molto meno a quella vendicativa, ma solo a quella evangelica, non importa se derisa da troppi cristiani. E la regola di essa è così scritta: “A chi ti percuoterà la guancia destra porgi la sinistra, a chi ti muoverà lite per toglierti la tunica lascia anche il mantello…”. (Primo Mazzolari, Tu non uccidere).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 03 Marzo 2021ultima modifica: 2021-03-03T22:04:38+01:00da fraternidade
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