Giorno per giorno – 13 Settembre 2020

Carissimi,
“Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?” (Mt 18, 32-33). Quello di stamattina è uno di quei vangeli, che, sempre che lo si sia ascoltato davvero, si caccia subito come un pensiero importuno, lontano com’è dalla nostra possibiltà (o volontà) di realizzazione. Se ne paga, però, ogni volta, lo scotto, dato che il non aver pietà del compagno, del [con]fratello o sorella, amico fino a ieri o da sempre nemico, cui si nega il perdono, è già la prigione a cui ci condanniamo, di cui dice la parabola. E questo vale a livello individuale, famigliare, comunitario, ecclesiale, economico e sociale. E spiega l’inferno delle relazioni che andiamo creando, con gli odi, i rancori, lo spirito di vendetta, le battaglie, le guerre, che le agitano. Tutto questo di fronte all’infinitezza del dono e dei condoni con cui Dio si relaziona a noi, Lui che ha forgiato la nostra natura, a vivere secondo la quale ci ostiniamo a resistere. No, non ci sarà pace, finché non avremo imparato il perdono.

I testi che la liturgia di questa 24ª Domenica del Tempo Comune propone alla nostra riflessione sono tratti da:
Libro del Siracide, cap.27, 22 – 28,9; Salmo 103; Lettera ai Romani, cap.14, 7-9; Vangelo di Matteo, cap.18, 21-35.

La preghiera della Domenica è in comunione con tutte le comunità e chiese cristiane.

Oggi il calendario ci porta la memoria di Giovanni Crisostomo, pastore, padre della Chiesa, amico dei poveri. Noi ricordiamo anche il pastore e vescovo luterano Helmut Frenz, coraggioso difensore dei diritti umani e della dignità degli oppressi.

Giovanni, soprannominato Crisostomo (bocca d’oro) per la sua eloquenza, nacque nell’anno 345, ad Antiochia (nell’attuale Turchia), in una famiglia di alti funzionari. A ventitre anni, chiese di ricevere il battesimo e nel 374 cominciò a condurre vita eremitica sui monti circostanti la sua città natale. Le cattive condizioni di salute lo costrinsero, nel 386, a tornare alla sua città, dove fu ordinato presbitero. Tornatosi famoso per la profondità della sua predicazione, nel 398, fu eletto patriarca di Costantinopoli. La sua testimonianza e la sua fermezza evangelica gli crearono molti e potenti nemici tra gli stessi ecclesiastici. Molte accuse furono sollevate contro di lui in uno pseudo-concilio e Giovanni fu condannato all’esilio. In mezzo alle sofferenze riuscì tuttavia a mantenere sempre la pace. I suoi nemici, non soddisfatti, lo esiliarono in un luogo ancora più lontano, Pitius, agli estremi confini dell’impero. Mori sulla via dell’esilio il 14 settembre del 407.

Helmut Frenz era nato, il 4 febbraio 1933, nella città di Allenstein, in Germania (oggi, Olsztyn, in Polonia), nella famiglia di un impiegato pubblico di convinta fede nazista (che sarebbe rimasto cocciutamente tale anche dopo la fine della guerra). A dieci anni, durante un bombardamento, perse un occhio, ma ne acquistò, poi, uno in più, interiore. Durante gli studi secondari, ebbe come professore di storia un ex-internato nei campi di concentramento, che lo aiutò nel suo processo di maturazione. Decise di studiare teologia e si iscrisse all’Università di Bonn, dove insegnavano teologi famosi di quella Bekennende Kirche (Chiesa Confessante), che si era coraggiosamente opposta alla dittatura nazista. Ordinato pastore nel 1959, per sei anni svolse il suo ministero in Germania. Poi si recò in Cile come pastore della Chiesa Evangelica Luterana di Concepción, dove si dedicò prevalentemente alla pastorale carceraria e all’accompagnamento della popolazione povera di Hualpencillo. Eletto vescovo nel 1970, si trasferì a Santiago, dove fondò l’organizzazione ecumenica “Diaconía”. Nel settembre 1973, dopo il sanguinoso golpe che portò al potere il generale Pinochet, fondò la Commissione Nazionale di Aiuto ai Rifugiati (CONAR), istituzione che permise a circa 7000 rifugiati stranieri di lasciare il Cile. Assieme al card. Raúl Silva Henríquez, fondò poi il Comitato di Difesa dei Diritti Umani. Nel 1974, in segno di riconoscimento per il suo lavoro umanitario, l’Alto Comissario delle Nazioni Unite lo insignì con la più alta onorificenza dell’Onu, la medaglia Friedjof Nanssen. Nel 1975, Frenz fondò la “Fundación de Ayuda Social de las Iglesias Cristianas” (Fasic), un’organizzazione a carattere ecumenico, tra le maggiori attuanti nel campo dei diritti umani. A causa di questo suo impegno, il 3 ottobre 1975, fu espulso dal Cile. Rientrato in Germania, per oltre dieci anni ricoprì la carica di Segretario esecutivo di Amnesty International, preoccupandosi specialmente di denunciare le violazioni dei diritti umani in Cile e dell’accoglienza ai rifugiati che arrivavano da questo Paese. Nel 2007 Frenz fece ritorno in Cile, dove, il 30 luglio, l’allora presidente, Michelle Bachelet, gli concesse la nazionalità cilena. È scomparso ad Amburgo, il 13 settembre 2011. Richiesto tempo fa di una sua definizione di fede, disse: “È avere la certezza di una forza maggiore che mi accompagna e che ha organizzato qualcosa di molto speciale per ciascuno di noi. Io sono convinto di avere un angelo custode. Non lo vedo, ma lo sento. A volte mi avverte di non poter volare così rapido come vorrei… Questo mi dà la certezza di essere nelle mani del mio Creatore”.

Stamattina, nella Cattedrale di Sant’Anna, abbiamo assistito (pochi privilegiati di persona, altri virtualmente, la maggior parte solo con l’immaginazione) all’ingresso del novo vescovo, con il “passaggio di pastorale” tra il vescovo emerito, Dom Eugenio Rixen e Dom Jeová Elias Ferreira, nominato da Papa Francesco, lo scorso 27 maggio, vescovo di Goiás e ordinato il 22 agosto nella cattedrale di Brasilia. Che il Signore ce lo mantenga a lungo gioioso annunciatore e coraggioso testimone della Buona Notizia di Gesù di Nazaret.

È tutto, per stasera. Noi ci si congeda qui, offrendovi in lettura un brano di Giovanni Crisostomo , tratto dalle sue “Omelie al Popolo Antiocheno”. Che è, così, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
“Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia”. Parole brevi, ma cariche di grande incoraggiamento. E cosa significa: Nessuno vi potrà togliere la vostra gioia? Vediamolo. Sei ricco? Molti possono toglierti la felicità della ricchezza: ladri che abbattono muri, schiavi che trafugano i beni loro affidati, l’imperatore che li confisca, gente invidiosa che ti calunnia. Sei potente? Molti potranno toglierti la gioia che ne deriva. Scaduto il mandato della magistratura, termina anche la soddisfazione; e finché dura, molti contrasti pieni di difficoltà e di preoccupazioni ti tolgono l’entusiasmo. Hai una costituzione robusta? Viene una malattia ed è finita la gioia della salute. Sei dotato di bellezza e di attrattiva? Arriva la vecchiaia, la bellezza appassisce e la felicità sfuma. Ti stai godendo un lauto banchetto? Sopraggiunge la sera e il piacere del pasto sontuoso è svanito. Tutti i beni terreni sono facili a dissiparsi e non riescono mai a procurarci una gioia duratura. La pietà e le virtù interiori operano tutto l’inverso. Se fai elemosina nessuno te ne potrà togliere il merito. Congiurino pure eserciti e sovrani, ladri e delatori a migliaia, le ricchezze già depositate in cielo non saranno mai oggetto di rapina. Resterà eterna la gioia. Sta scritto infatti: Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre. È così! Hai chiuso i tuoi tesori nei forzieri del cielo dove il ladro non ruba, il brigante non rapisce e la tignola non consuma. Hai elevato preghiere continue e attente? Nessuno potrà togliertene il frutto, perché è frutto radicato in cielo, libero da qualunque insidia. Resterà inafferrabile. Hai beneficato chi ti ha fatto del male? Hai sopportato la maldicenza? Hai benedetto chi ti oltraggiava? Questi sono guadagni che ti dureranno per sempre. Nessuno te ne toglierà la gioia. Ogni volta che ti verranno in mente, proverai letizia e soddisfazione, cogliendone un forte piacere. (Giovanni Crisostomo, Omelie al Popolo Antiocheno, XVI, 6).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 13 Settembre 2020ultima modifica: 2020-09-13T22:56:14+02:00da fraternidade
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