Giorno per giorno – 16 Giugno 2020

Carissimi,
“Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 44-46.48). E così sappiamo che la perfezione – non una qualsiasi perfezione, ma la perfezione divina – consiste nell’amare i nemici e nel fare il bene indistintamente a buoni e cattivi. Così, se proprio dovessimo inventare un trattato di morale, dovremmo mettere in apertura questo imperativo che ci riporta alla nostra natura di figli di Dio. Come sarà successo che tra le diverse confessioni cristiane, sempre naturalmente a fin di bene, ci si sia accaniti “i cattolici a bruciare gli eretici, gli anglicani a impiccare i preti, i calvinisti ad affogare gli anabattisti” e così via? Oggi lo si fa meno, o solo metaforicamente, ma quanto odio di sedicenti cattolici si riversa, per esempio, contro il Papa, che ha l’unica colpa di ricordarci l’evangelo, con la sua tenerezza per gli ultimi, dimenticati o perduti, o per il fatto di tessere reti di dialogo e di amicizia tra le fedi, al fine di dare corpo all’annuncio di Gesù e non farne oggetto di una battaglia strumentale e ideologica? Come constatava tristemente Charles Spurgeon, un celebre predicatore battista dell’ottocento (ci ha regalato un suo libro proprio oggi il vescovo Raimundo, nostro amico di lunga data): “C’è peccato anche nella nostra santità, c’è incredulità nella nostra fede; c’è odio nel nostro stesso amore; c’è fango del serpente nel fiore più bello del nostro giardino”. Bisogna che Lui ponga rimedio.

Oggi è memoria di Johannes Tauler, uno dei più grandi mistici del Medioevo, e dei Martiri di Soweto, in Africa del Sud.

Johannes Tauler era nato a Strasburgo all’inizio del 1300 da una famiglia facoltosa. Quindicenne entrò nell’Ordine domenicano dove, durante gli studi di teologia, ebbe modo di conoscere due tra i maggiori esponenti delle correnti mistiche di quel tempo, Enrico Suso e Meister Eckart. Era un’epoca di decadenza spirituale che interessava tanto la società come la Chiesa e perfino i movimenti sorti pochi decenni prima dal desiderio di una riforma che facesse rivivere i valori e la pratica del Vangelo di Gesù. Tauler volle fare la sua parte per porvi in qualche modo rimedio. A Basilea, dove visse dal 1339 al 1348, diede vita ai gruppi degli “amici di Dio”, un movimento che intendeva porre al centro dell’esperienza di fede, nella vita quotidiana, l’ascolto della Parola di Dio, accompagnata dalla preghiera personale. Tornato nel 1348 a Strasburgo, dove visse fino alla morte, salvo un breve periodo trascorso a Colonia, si fece apprezzare per le sue doti di predicatore. Non lasciò nulla di scritto, ma ci sono tuttavia pervenute le trascrizioni fedeli di 84 suoi sermoni, in cui addita l’umiltà e l’abbandono alla volontà di Dio come cammino per sperimentare la vita e l’unione con Dio. Tauler morì il 16 giugno 1361.

In questa stessa data ricordiamo anche i Martiri di Soweto (Africa del Sud). Soweto sembra un nome, ma era solo la sigla di una borgata destinata a ghetto nero dal regime dell’apartheid: South-west Township. Che oggi conta oltre due milioni di abitanti. Lì, durante una serie di manifestazioni contro l’obbligatorietà dell’uso della lingua afrikaneer nelle scuole, che presero il via il 16 giugno del 1976, circa 600 studenti furono massacrati dall’esercito del regime razzista. Altri 1500 furono feriti. Il primo a cadere fu il dodicenne Hector Petersen, che divenne così uno dei simboli della lotta che avrebbe portato, diciotto anni dopo, alla fine del regime segregazionista introdotto nel 1948. Nel 1991 l’Organizzazione dell’Unità africana decise di ricordare l’accaduto proclamando il 16 giugno ‘Giornata internazionale del bambino africano’.

I testi che la liturgia odierna propone alla nostra riflessione sono tratti da:
2ª Lettera ai Corinzi, cap. 8, 1-9; Salmo 146; Vangelo di Matteo, cap. 5, 43-48.

La preghiera del martedì è in comunione con le religioni tradizionali africane.

È tutto, anche per stasera. E noi ci si congeda qui, offrendovi in lettura un testo di Johannes Tauler, tratto dal suo “Sermon pour le dimanche de la Sexagésime”. Che è, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
Quando la volontà ama, è attirata dalla bontà dell’oggetto amato, per cui esce e si protende su ciò che ama con quanto in essa e nelle creature vi è di bene. Se, però, è attirata da un amore impuro e fallace, non esce né si diffonde, resta chiusa in se stessa, paga di raggiungere questo o quello mediante l’intenzione. Proprio così entrano, ma non escono, tutti coloro che cercano il proprio interesse in Dio o nelle creature: il loro è un amore fittizio, un amore interessato, che non vale un soldo. Il vero fedele, nel suo amore per Dio, si sforzerà di uscire da se stesso: avendo di mira unicamente lui, non cercherà il proprio piacere, la propria ricompensa o qualche altro vantaggio personale. Tutto invece farà, patirà, lascerà esclusivamente per amor di Dio e per la sua gloria, quand’anche non dovesse mai riceverne in cambio la minima ricompensa. Senz’altro sa bene, può contare che non sarà così, ma il pensiero, il desiderio della ricompensa devono rimanere nell’ombra, non assurgere a motivazione intenzionale. (Jean Tauler, Sermon pour le dimanche de la Sexagésime).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 16 Giugno 2020ultima modifica: 2020-06-16T22:57:53+02:00da fraternidade
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