Giorno per giorno – 24 Febbraio 2020

Carissimi,
“Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendogli: Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più. Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: È morto. Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi” (Mc 9, 25-27). In ballo, ci dicevamo stamattina, nel riflettere su questo Vangelo, ci siamo ancora noi, le nostre comunità, la Chiesa, così spesso impotenti davanti allo spirito del male, nell’assenza di Gesù, sul monte, secondo il racconto che ne fa l’evangelista (cf Mt 9, 2-10), ma anche, nel tempo della Chiesa, elevato al cielo, cioè presso il Padre. La nostra impotenza è riflesso della nostra incredulità, a sua volta frutto dello “spirito muto e sordo”, che impedisce di udire in profondità la parola del Vangelo, per poi proclamarla e viverla. E causa invece rovina e morte. A cui può porre fine, se abbiamo fede, solo l’intervento potente del Signore, che assume su di sé, per liberarcene. rovina e morte. La croce e la sua logica sono il tutto della parola di Dio e rappresentano l’unico vero esorcismo, capace di sconfiggere nella nostra vita le forze del Sistema che ce ne distolgono.

Oggi il calendario ci porta la memoria di Josef Mayr-Nusser, obiettore di coscienza e martire del totalitarismo nazista.

Josef Mayr era nato nel maso Nusser, alla periferia di Bolzano, il 27 dicembre 1910. Le notizie che disponiamo della sua infanzia e giovinezza non sono molte. La morte del padre, durante la prima guerra mondiale, aveva pesato sull’economia della famiglia, sicché Pepi, come lo chiamavano, aveva dovuto mettersi a lavorare giovanissimo in città. Questo gli offrì l’occasione di avvicinarsi all’associazionismo di matrice cristiana, prima le Conferenze di San Vincenzo, poi l’Azione cattolica, doveavrebbe maturato le convinzioni e le scelte decisive della sua vita. Nel 1943, subito dopo l’armistizio firmato dall’Italia, l’Alto Adige fu occupato dalle forze armate di Hitler e le province di Trento, Bolzano e Belluno furono annesse alla Germania. Josef, che nel frattempo si era sposato con Hildegard e ne aveva avuto un figlio, Albert, fu arruolato a forza tra le SS e inviato a Koenitz, nella Prussia orientale, per l’addestramento. Quando venne il giorno del giuramento, il 4 ottobre 1944, tra lo stupore dei commilitoni, Mayr dichiarò di non poter giurare fedeltà al Führer. Essere cristiani è una cosa seria, terribilmente seria. Che impedisce di mettersi ad adorare gli idoli del mondo. Anche quando tutti lo fanno. Processato, fu rinchiuso nel carcere di Danzica, sotto l’accusa di tradimento e infine fu destinato al campo di sterminio di Dachau. Mayr, già gravemente ammalato, a causa delle privazioni sopportate durante la prigionia, non vi sarebbe mai arrivato. Morì la notte del 24 febbraio 1945, nel vagone-bestiame del treno. Aveva fra le mani il rosario, un messale e il Nuovo Testamento.

I testi che la liturgia odierna propone alla nostra riflessione sono tratti da:
Lettera di Giacomo, cap. 3,13-18; Salmo 19; Vangelo di Marco, cap. 9,14-29.

La preghiera di questo lunedì è in comunione con le grandi religioni dell’India: Shivaismo, Vishnuismo, Shaktismo.

“Se Gesù tornasse oggi, non sarebbe certamente riconosciuto da buona parte di quei cristiani, che attendono un Messia in gloria e potenza… Non hanno capito che il suo Regno non si concilia con il sistema di questo mondo, il Vangelo che ha portato è Resistenza, resiste al male e alla crudeltà che priva molti della loro dignità… A dire il vero, la chiesa dovrebbe essere un popolo diverso, accogliente, un luogo di trasformazione non solo spirituale ma anche sociale. È questo ciò che Dio continua a sognare: la condivisione e la comunione tra le persone. Dio sogna la possibilità offerta a ogni famiglia di avere lavoro, pane, e una casa in cui abitare”, ci scriveva oggi un pastore nostro amico. A questo sogno, incarnato da Gesù, per paradossale che possa sembrare, ha dato voce e corpo la scuola di samba Mangueira, nella sfilata dei blocchi del carnevale di Rio, ieri sera, cercando di andare al di là di ciò che è proposto dalle immagini convenzionali del Cristo, si tratti di quella turistica del Corcovado, o di quella delle poesie devote della tradizione dei “cordeis”, inviando un messaggio a milioni di persone, di varie confessioni cristiane o di nessuna. Una parola che è suonata anche di resistenza alla progressiva fascistizzazione del Paese (appoggiata apertamente da numerose denominazioni cristiane), che ha in Jair Messias Bolsonaro (che usa presentarsi disegnando con la mano il simbolo della pistola che riserva per i suoi oppositori), la sua espressione maggiore. Nel congedarci, scegliamo di proporvi il testo che ha accompagnato la sfilata della scuola di samba Mangueira. Scritto da Manu da Cuíca e Luiz Carlos Máximo, ha come titolo “A verdade vos fará livre” ed è, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
[Il popolo]: Signore, abbi pietà / Guarda alla terra / Vedi quanta malvagità / Signore, abbi pietà / Guarda alla terra / Vedi quanta malvagità //
[Gesù]: Mangueira, / Samba, il tuo samba è una preghiera / per la forza che ha / Mangueira, / ti inventeranno mille peccati / ma io sto al tuo fianco / e pure al fianco del samba. // Io sono della Prima Stazione di Nazareth / Volto negro, sangue di indio, corpo di donna / ragazzino cencioso del Buraco Quente / il mio nome è Gesù della gente. // Sono nato a petto aperto, col pugno chiuso / mio padre falegname, disoccupato / mia madre è Maria Addolorata Brasile // Asciugo il sudore di chi scende e sale per le vie della favela / Mi trovo nell’amore che non conosce frontiere / Cercami nelle file di chi lotta contro l’oppressione / e nello sguardo del loro portabandiera // Io continuo a starmene appeso a cordeis e corcovados / ma sarà che tutti quanti hanno capito il mio messaggio?/ Perché, ancora una volta, hanno crocifisso il mio corpo / i profeti dell’intolleranza / senza sapere che la speranza / brilla più luminosa nell’oscurità // Favela, fai tua la mia visione / Non c’è futuro senza condivisione / né messia con la pistola in mano / Favela, fai tua la mia visione / Io credo nella mia gente / che della sua terra è semente / Dal cielo ho potuto udire / lo sfogo sincopato della città / Ho preparato il tamburo/ ho fatto splendere la croce / e sono risorto nella lotta per la libertà. // Mangueira, / Samba, il tuo samba è una preghiera / per la forza che ha / Mangueira, / ti inventeranno mille peccati / ma io sto al tuo fianco / e pure al fianco del samba. // (Manu da Cuíca e Luiz Carlos Máximo, A verdade vos fará livre).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 24 Febbraio 2020ultima modifica: 2020-02-24T22:47:58+01:00da fraternidade
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