Giorno per giorno – 31 Gennaio 2019

Carissimi,
“Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha” (Mc 4, 24-25). Fare attenzione a quello (o, forse, meglio ancora, a Colui) che ascoltiamo è proprio ciò che il più delle volte ci manca. Se no, non si spiegherebbe questa distanza, fino alla contrapposizione, tra gli insegnamenti che ci vengono proposti nell’ascolto della parola del Vangelo, e le scelte concrete che contrassegnano la nostra pratica nel relazionarci al mondo che ci circonda. Stamattina ci chiedevamo se noi si sappia davvero guardare al comportamento e alle necessità altrui con la misura di Cristo. O se non si sia invece più propensi a giudicare e ad agire con i criteri gretti, meschini, impietosi, così caratteristici di certe maggioranze benpensanti. A decidere i limiti della misericordia che ci sarà usata, saremo in definitiva noi stessi, a partire dalla misericordia che avremo riservato agli altri. Negarla agli altri ci porterebbe a morire di asfissia, perché essa è la stessa vita dello Spirito, che non può funzionare a compartimenti stagni: o c’è per tutti, o, se le impedisco l’accesso, viene meno anche per me. Quanto più, invece, le spalanco le porte nel rapportarmi agli altri, tanto più sarà moltiplicata a me, in un circolo virtuoso che non ha fine.

Tre sono le memorie che il calendario ci propone oggi: Giovanni Bosco, educatore e apostolo della gioventù; Menno Simons, riformatore della Chiesa; Camillo De Piaz, pendolare del Vangelo.

Giovanni Bosco nacque a Castelnuovo d’Asti il 16 Agosto 1815 e fu dalla madre, Margherita, educato alla fede e alla pratica coerente del Vangelo. Divenuto prete nel 1841, in una società che conosceva il dramma della miseria e dell’emarginazione sociale, iniziò il suo apostolato tra i giovani più poveri, fondando l’Oratorio, che mise sotto la protezione di san Francesco di Sales. E sará proprio tra loro che troverà in seguito i suoi migliori collaboratori. Fondò poi la Società di S. Francesco di Sales (da cui il nome di Salesiani) e, più tardi, con Madre Maria Domenica Mazzarello, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Creò, infine, i Cooperatori Salesiani, laici, uomini e donne, che accoglievano la chiamata ad affiancare e sostenere la sua opera. Morì il 31 gennaio 1888. Ai suoi figli salesiani lasciò in eredità una forma di vita religiosa semplice, che volle basata sulle virtù cristiane, sintetizzate nel binomio “lavoro e temperanza”.

Menno Simons nacque a Witmarsum, nella provincia olandese di Friesland nel 1496. Poco si sa della sua prima infanzia e dell’educazione ricevuta. Nel 1524, in ogni caso, fu ordinato prete della Chiesa cattolica. La morale del clero di allora generalmente non si distingueva da quella del mondo e Menno vi si era in qualche modo adeguato. Fu solo quando prese a leggere sistematicamente la Bibbia, che si rese conto che qualcosa non andava. Cominciò anche a nutrire qualche dubbio su alcune dottrine della chiesa di Roma; poi gli scritti di Lutero fecero il resto. Più radicale di questi e di Calvino, si identificò come anabattista. Gli anabattisti negano la validità del battesimo dei bambini e sostengono la necessità di (ri)battezzare solo adulti liberi e consapevoli della loro scelta. Lo stesso Menno volle essere così ribattezzato. Lo fece nel 1537. Nel frattempo la sua fama come scrittore e predicatore crebbe e presto gli anabattisti di quella regione lo riconobbero come loro leader, adottandone in seguito il nome per identificare la loro chiesa: si dissero infatti “mennoniti”. Suo merito fu quello di restaurare l’anabattismo nel suo carisma originario, dopo il bagno di sangue che aveva posto fine alla tragica esperienza di Münster (1535). Simons riunì i superstiti e quanti non avevano seguito gli estremisti nella loro avventura e riorientò il movimento su una pietà austera, aliena dai coinvolgimenti nella lotta per il potere. Da allora, i mennoniti rifiutano il servizio militare, non giurano, si propongono di costruire comunità di “santi”, dotate di rigorosa disciplina. Istruiscono i loro figli nella dottrina cristiana, ma battezzano solo gli adulti che liberamente accolgano l’Evangelo e si impegnino a viverlo. Il loro concetto centrale è una teologia del discepolato, ispirata al Discorso della Montagna. Menno Simons morì il 31 gennaio 1561.

Camillo de Piaz era nato a Madonna di Tirano il 24 febbraio 1918, da Battista de Piaz e Ernesta Valori. Nel settembre 1929 entrò nello studentato dell’Ordine dei Servi di Maria, a Monte Berico, dove ebbe come compagno di studi David Maria Turoldo. Entrambi nel 1934 iniziarono il loro noviziato nel Convento di Isola Vicentina, e un anno più tardi pronunciarono i primi voti semplici. Dopo gli studi di filosofia e teologia furono ordinati preti nel 1941. Ancora insieme parteciparono attivamente alla Resistenza antifascista. Dopo la Guerra, i due frati, insieme ad altri amici intellettuali (cui si aggiunsero, in seguito, Lucia Pigni e Mario Cuminetti), diedero vita, a Milano, alla “Corsia dei Servi”, un’officina di cultura che, su molti temi, anticipò la svolta del Concilio Vaticano II e che sarebbe presto divenuta un importante punto di riferimento per il mondo cattolico e non. Negli anni Cinquanta, esiliato, per volere del Santo Ufficio, nella natia Madonna di Tirano, visse sempre lì, presso il suo Santuario, pendolare dell’Evangelo, fino alla morte, che lo colse il 31 gennaio 2010.

Le letture proposte dalla liturgia alla nostra riflessione sono tratte da:
Lettera agli Ebrei, cap.10, 19-25; Salmo 24; Vangelo di Marco, cap.4, 21-25.

La preghiera del giovedì è in comunione con le religioni tradizionali indigene.

In questo giorno, nasceva nel 1915 Thomas Merton, di cui facciamo memoria nella data della sua pasqua, il 10 dicembre. Scegliamo, così, di omaggiarlo anche oggi, proponendovi una sua preghiera, tratta dal suo libro “Semi di consolazione”, che è, così, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
La mia preoccupazione principale non dovrebbe essere quella di trovare piacere o successo, salute o vita o danaro o riposo o anche cose quali la virtù e la saggezza – ancor meno i loro opposti: dolore, fallimento, malattia, morte. Ma in tutto ciò che avviene, mio solo desiderio e mia unica gioia dovrebbero essere il sapere: “Questo, Dio ha voluto per me. In questo trovo il Suo amore, e nell’accettarlo io posso restituirGli il Suo amore, darmi con esso a Lui. Perché nel donarmi a Lui lo troverò ed Egli è la vita eterna”. Ed accettando la Sua volontà con gioia, con gioia eseguendola, io ho nel cuore il Suo amore, perché la mia volontà diventa tutt’uno con il Suo amore, ed io sono sulla via di diventare ciò che Egli è, ed Egli è Amore. Ed accettando ogni cosa da Lui, accolgo nell’anima la Sua gioia, non perché le cose sono quelle che sono, ma perché Dio è Colui che è, e in tutte quelle cose il Suo amore ha voluto la mia gioia. Come potrò conoscere la volontà di Dio? Anche se non si esige esplicitamente la mia obbedienza, se cioè non esiste un comando chiaro, la natura stessa di ogni circostanza particolare rivela qualche indicazione della volontà di Dio. Perché tutto quello che esige la verità, la giustizia, la misericordia o l’amore, deve necessariamente considerarsi come voluto da Dio. Consentire alla Sua volontà è, quindi, vivere nella verità, dire la verità o, per lo meno, cercarla. Obbedire a Lui è corrispondere alla Sua volontà espressa dalla necessità altrui, o almeno rispettare i diritti altrui. Perché il diritto di un altro è espressione dell’amore e della volontà di Dio. Esigendo da me il rispetto dei diritti altrui, Dio non mi chiede di sottomettermi ad una legge puramente astratta, arbitraria; Egli mi dà la possibilita di partecipare, in quanto Suo figlio, alla cura che Egli si prende di mio fratello. Nessun uomo, che ignori i diritti e le necessità altrui, può sperare di camminare nella luce della contemplazione, perché la sua via si sarebbe allontanata dalla verità, dalla compassione, e quindi da Dio. (Thomas Merton, Semi di consolazione).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 31 Gennaio 2019ultima modifica: 2019-01-31T22:25:48+01:00da fraternidade
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