Giorno per giorno – 29 Gennaio 2019

Carissimi,
“Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre” (Mc 3, 35). La volontà di Dio è che tutti abbiano vita e vita in abbondanza. Non basta risultare famiglia (chiesa) di Cristo all’anagrafe parrocchiale, per via del battesimo che si è ricevuto, né per la frequenza al culto o la partecipazione agli altri sacramenti. È solo compiendo la volontà di Dio che si diventa fratello, sorella e madre di Gesù. Si è ri-generati con Lui e lo si genera al mondo. È questo ciò su cui dovremmo interrogare la nostra coscienza ogni giorno.

Oggi il calendario ci porta la memoria di P. Miguel Angel Urusa Nicolau, salesiano, martire della solidarietà e della dedizione alla gioventù argentina, desaparecido, e quella di P. Egidio Biscaro, missionario comboniano, martire in Uganda.

Miguel Angel Urusa Nicolau era un salesiano della comunità di San Nicolás, provincia di Buenos Aires, dove era stato ordinato prete dal vescovo martire mons. Carlos Ponce de León. Gli era stata affidata la pastorale giovanile ed aveva, così, organizzato gruppi di giovani, contagiandoli con la sua allegria, generosità e dedizione specie nei confronti dei più emarginati. Prima del trasferimento a Rosario, lavorò per un certo tempo con i pescatori di Puerto Aragón, nei pressi di San Nicolás. Dopo il golpe militare del marzo 1976, la repressione che ne seguì ebbe tra i suoi obiettivi anche i militanti cristiani e molti degli integranti del gruppo giovanile guidato da Miguel Angel, conobbero negli anni successivi arresti, incarcerazioni e torture. Altri scomparvero nel nulla. Miguel Angel fu sequestrato il primo gennaio 1976 nella città di Rosario, dove risiedeva nel Collegio salesiano di San José. Aveva 36 anni. Secondo alcuni testimoni di un campo clandestino di concentrazione, morì anch’egli vittima delle torture. Rimane, per il popolo argentino, esempio di lotta per la fraternità e la giustizia.

Egidio Biscaro, era nato a Foresto di Cona (Venezia) il 22 settembre 1928, ultimo di sei figli di Antonio e Palmira Costa. Desideroso di essere missionario, nel luglio 1947, entrò come fratello laico nel noviziato dei Comboniani, emettendo i suoi voti religiosi il 15 agosto 1949. In previsione del suo invio in Uganda, trascorse un tempo in Inghilterra per apprendere l’inglese, frequentando nel contempo un corso di meccanica. A fine febbraio 1950 partiva pieno di giovanile entusiasmo per l’Africa, con destinazione Gulu, una missione fondata nel 1911, dove cominciò a lavorare in una grande officina di riparazioe di auto. Dopo tre anni si trasferì a Laybi, dove al lavoro in officina aggiunse l’insegnamento tecnico e l’attività di catechista nei fine settimana. Nel 1971, la Congregazione ritenne di poter accogliere il suo antico desiderio di essere prete. Si trasferì così a Roma, dove studiò per tre anni teologia e fu infine ordinato prete il 6 aprile 1974 a Milano. Ritornato in Uganda, visse, accanto alla sua gente, gli anni difficili della sanguinosa dittatura di Idi Amin Dada e quelli della successiva guerra civile, come anche il lungo tempo di instabilità e disordine che le seguirono. Il 29 gennaio 1990, padre Biscaro si trovava nella missione di Pajule (diocesi di Gulu), quando si rese necessario trasportare una donna bisognosa di ricovero urgente nell’ospedale di Kitgum. Pur consapevole del pericolo che il trasporto comportava a causa della presenza di numerosi banditi in quella regione, decise che era necessario tentare. Con l’inferma e con un altro missionario, si avviò in macchina verso la città, ma percorsi pochi chilometri alcune raffiche di mitra uccisero la donna e ferirono i due missionari, p. Egidio morì prima dell’arrivo dei soccorsi. L’altro sopravvisse. I resti del missionario riposano nel cimitero di Kitgum, vicino alla statua della Madonna, che aveva ripetutamente invocato prima di morire. Tra la sua gente.

I testi che la liturgia odierna propone alla nostra riflessione sono tratti da:
Lettera agli Ebrei, cap.10, 1-10; Salmo 40; Vangelo di Marco, cap.3, 31-35.

La preghiera del martedì è in comunione con le religioni tradizionali del Continente africano.

Prendendo spunto dalla memoria di P. Miguel Angel Urusa Nicolau, il salesiano argentino desaparecido, scegliamo di proporvi, nel congedarci, una riflessione di Jon Sobrino, tratta dal suo libro “Tracce per una nuova spiritualità” (Borla), che ci mostra le conseguenze che una reale opzione per i poveri comporta per la Chiesa che la compie. È questo, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
Quando la Chiesa serve il mondo compiendo una reale opzione per i poveri, allora entra in conflitto con i poteri di questo mondo; la Chiesa soffre persecuzione e martirio. A sua volta, questo fatto causa un nuovo conflitto fra chi vede nella persecuzione e nel martirio una verifica dell’autentica Chiesa o, in ogni caso, qualcosa da cui non si deve rifuggire, per fedeltà alla missione, e chi, in maniera sottile o rozza, sconsiglia di affrontare i rischi della persecuzione, o perché vede in essa un indebolimento delle strutture ecclesiali, necessarie per una piú efficace azione della Chiesa nel futuro, come si dice, o per la comprensibile – anche se inconfessata – paura che le persecuzioni e il martirio causano. Compaiono allora le discussioni sulla partecipazione dei sacerdoti alla politica, la determinazione di chi sia veramente martire, il pericolo delle ideologie, ecc.; tutti problemi che esigono certamente una trattazione teologica ed ecclesiale, ma che esprimono non poche volte più la paura della persecuzione che non la genersoità e il servizio della Chiesa. Finché il conflitto del mondo sarà questo, e finché questo sarà il mondo cui la Chiesa deve servire, il conflitto all’interno della Chiesa sarà sempre una possibilità reale. È Dio stesso a proporre alla Chiesa una missione che si può realizzare soltanto in un contesto conflittuale e alternativo, al cui interno la Chiesa deve compiere un’opzione: il servizio reso al Dio della vita, contro gli idoli della morte. Il peccato costituirà allora la causa ultima del conflitto, ma non più soltanto per la peccaminosità soggettiva dei membri della Chiesa, peccaminosità che li spinge a difendere e ad imporre i loro punti di vista, bensì per la peccaminosità oggettiva, molto più fondamentale, di un mondo di peccato che si introduce nella Chiesa. (Jon Sobrino, Tracce per una nuova spiritualità).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 29 Gennaio 2019ultima modifica: 2019-01-29T22:58:43+01:00da fraternidade
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