Giorno per giorno – 12 Dicembre 2018

Carissimi,
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11, 28-30). Tre soli versetti, il vangelo di oggi. Anch’esso ha la pretesa di dirci il senso di questo Avvento. Non è lui che viene e si impone. Ha troppo rispetto per la nostra libertà. Ci chiede allora se noi accettiamo di andare da lui e l’unica promessa che è in grado di farci non è quella di liberarci dai nostri mali, ma di portarli con noi, e così di alleviarcene il peso, se solo ci disponiamo a lasciarci aggiogare con lui. Poi, se avremo imparato la lezione, faremo anche noi la stessa cosa con gli altri, come a dire: vedi, non posso fare granché per te, ma sono qui. E sarà anche come dirlo a Dio, costretto a portare tutto il male e la sofferenza del mondo. Oggi, in questa festa tutta latinoamericana, della Vergine di Guadalupe, possiamo forse leggere lo stesso messaggio: aprirci ad uno sguardo di compassione per i dolori dell’umanità, in cui siamo tutti fratelli e sorelle.

Nel nostro Continente, oggi si celebra la Vergine di Guadalupe, la Madre India. O anche, come la chiamano confidenzialmente, la Morenita, patrona delle Americhe.

Il racconto delle apparizioni avute dall’indio Juan Diego, a partire dal 9 dicembre 1531, dieci anni dopo la distruzione della capitale del regno atzeco, Tenochtitlan, ci è stato trasmesso in lingua náhuatl. In esso la Vergine si rivolge a Juan Diego, chiamandolo con i vezzeggiativi di Juanito, Juan Dieguito. Lui a sua volta si rivolge alla sconosciuta con i nomi di mia piccola dolce Padrona, Signora, Regina, Figlia mia la più piccola, Fanciulla mia. Lei poi gli promette: “Rivelerò Dio, lo darò alle genti mediante tutto il mio amore personale, il mio sguardo misericordioso, il mio aiuto, la mia salvezza: poiché io sono in verità la vostra madre misericordiosa, la tua e quella di tutti gli uomini che su questa terra sono uno solo […] ascolterò il loro pianto, la loro tristezza, per guarire, per curare tutte le loro pene, le loro miserie, i loro dolori”. Che è come dovrebbe essere la Chiesa (cioè, noi stessi). E come, spesso, non è (cioè, non siamo): simbolo e sacramento della cura materna di Dio.

I testi che la liturgia dell’odierna festività ci propone sono tratti da:
Lettera ai Galati, cap. 4, 4-7; Salmo, 96; Vangelo di Luca, cap. 1,39-47.

Noi comunque si è scelto di meditare i testi previsti per il tempo d’Avvento, tratti da
Profezia di Isaia, cap.40, 25-31; Salmo 103; Vangelo di Matteo, cap.11, 28-30.

La preghiera del mercoledì è in comunione con quanti, in differenti cammini, spesso lontani da tradizioni e istituzioni religiose, testimoniano i valori della giustizia, della fraternità e della pace.

È tutto, per stasera. Noi ci si congeda qui, offrendovi in lettura il canto “Mãe do céu morena”, che padre Zezinho dedicò alla Vergine di Guadalupe. Che è, così, per oggi, il nostro

PENSIERO DEL GIORNO
Bruna Madre del cielo, Signora dell’America Latina / dallo sguardo e dalla carità così divina, dal colore uguale al colore di tante razze, / Vergine così serena, Signora di questi popoli così sofferenti, / patrona dei piccoli e degli oppressi, / riversa su di noi le tue grazie. // Riversa la tua luce sui giovani, / ai poveri vieni a mostrare il tuo Gesù, / al mondo intero porta il tuo amore di madre. / Insegna a chi ha tutto a condividere. / Insegna a chi ha poco a non stancarsi, / e fa camminare in pace il nostro popolo. // Bruna Madre del cielo…. // Semina speranza in noi, insegna al popolo a non tacere. / Scuoti il cuore di chi non si è ancora svegliato. / Insegna che la giustizia è la condizione per costruire un mondo più fraterno / e fai conoscere Gesù alla nostra gente. (P. Zezinho, Mãe do céu morena).

Ricevete l’abbraccio dei vostri fratelli e sorelle della Comunità del bairro.

Giorno per giorno – 12 Dicembre 2018ultima modifica: 2018-12-12T22:42:46+01:00da fraternidade
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